martedì 20 dicembre 2016

LA CORTE COSTITUZIONALE TIRA UNO SCHIAFFONE AL PAREGGIO DI BILANCIO

Il collega e amico Avv. Marco Mori, sempre molto vigile sull'operato della Consulta (è stato il primo ad avvertire il pericolo per l'elezione in Corte di uno come Barbera), mi ha prontamente avvisato del deposito, nella giornata di ieri, della Sentenza della Corte Costituzionale n. 275/2016.
Oggetto della pronuncia è il rapporto tra equilibrio di bilancio (art. 81 Cost.) e le garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili.
Questo è quanto sancisce la Corte nella Sentenza: "Non può nemmeno essere condiviso l'argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l'art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria.
A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell'art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio di bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia confinatrice.
È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione".
In pratica, per dirla con parole semplici, la Corte sancisce che non sono i diritti (in questo caso definiti "incomprimibili") a doversi adeguare alla regola dell'equilibrio di bilancio, bensì è quest'ultimo che deve conformarsi alla doverosa erogazione di tali diritti.
In parole povere, sono anzitutto i diritti a dover essere garantiti (soprattutto se "incomprimibili"), a prescindere dall'equilibrio di bilancio, che alla doverosa erogazione di tali diritti deve conformarsi.
Un primo bello schiaffone alla folle costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio! Non è sufficiente per debellare il crimine di aver inserito il pareggio di bilancio in Costituzione, ma è un primo passo molto importante!
Mi auguro che la Consulta giunga, il prima possibile, a dichiarare anche l'incostituzionalità della legge costituzionale n. 1/2012 (che introdusse in Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio) per palese violazione dei principi inderogabili della Costituzione primigenia.
Ma dovrebbe essere la politica, quindi il Parlamento (senza aspettare la Corte), a dover provvedere al più presto ad una revisione costituzionale che abroghi il vincolo del pareggio di bilancio inserito in Costituzione nel 2012.
Per questo sto scrivendo, come "suggeritore" della politica, un mio progetto di revisione costituzionale che prevede l'abrogazione del pareggio di bilancio e la costituzionalizzazione dei contro-limiti, oltre ad altre interessanti disposizioni che tutelano concretamente l'interesse nazionale contro il mostro anti-democratico della produzione normativa europea.
Appena sarà pronto ne darò notizia su "Economia Democratica".

sabato 20 febbraio 2016

AREA DI CRISI COMPLESSA, AVVIATO AL MISE LAVORO PER LA PERIMETRAZIONE.


"Entro la fine del prossimo marzo saremo nelle condizioni di avviare gli strumenti a nostra disposizione per iniziare a raccogliere le manifestazioni di interesse relative alle opportunità che il riconoscimento dell'area di crisi ci offre per il rilancio produttivo"
"Entro la fine del prossimo marzo saremo nelle condizioni di avviare gli strumenti a nostra disposizione per iniziare a raccogliere le manifestazioni di interesse relative alle opportunità che il riconoscimento dell'area di crisi ci offre per il rilancio produttivo"
Campobasso, 9 febbraio 2016  -  Area dicrisi complessa, riunione oggi al Ministero dello sviluppo economico. All'incontrohanno preso parte il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura,l'assessore alle attività produttive, Carlo Veneziale, il direttore d'area dellaRegione, Massimo Pillarella, e il dirigente regionale Gaspare Tocci.

"Siamoentrati nel vivo dei dettagli per l'individuazione dei parametri utili adefinire la perimetrazione dell'area di crisi", così il presidente Frattura el'assessore Veneziale al termine della riunione.

"Abbiamoavviato l'importante lavoro - spiegano -, partendo da due documenti certi: ladelibera di giunta regionale con la quale abbiamo chiesto al Governo ilriconoscimento dell'area di crisi per il distretto industriale allargato che vada Campochiaro a Venafro in relazione alle criticità registrate nei compartiproduttivi dell'agroalimentare, del tessile e dell'automotive e il successivodecreto del ministro Guidi che ha accordato il riconoscimento".
Incalendario le nuove tappe per la definizione dei confini territoriali: lacondivisione il prossimo 17 febbraio al tavolo del partenariato locale dellavoro avviato questa sera a Roma e l'aggiornamento al Mise fissato per il 25febbraio.

"Tempirapidi - concludono il presidente Frattura e l'assessore Veneziale -. Entro lafine del prossimo marzo saremo nelle condizioni di avviare gli strumenti a nostradisposizione per iniziare a raccogliere le manifestazioni di interesse relativealle opportunità che il riconoscimento dell'area di crisi ci offre per ilrilancio produttivo, economico e occupazionale del nostro Molise".

CONTINUA LA CORSA PER L'ELIMINAZIONE DEL CONTANTE A PARTIRE DAI TAGLI DA 500€ E 100$ .

Risultati immagini per CONTANTI
zerohedge.com
La situazione si sta facendo molto preoccupante. Il momento di “far fuori il contante” ed in particolare i tagli da 500€ e 100$ si sta avvicinando.
Lunedì il Presidente della BCE ha affermato che sta seriamente pensando di mettere fuori corso la banconota da 500€.
Ieri l’ex Segretario del Tesoro Larry Summers ha pubblicato un editoriale sul Washington Post dicendo di sbarazzarsi della banconota da 100$.


Eminenti economisti e banche si sono uniti al coro negli ultimi mesi, acclamando la scomparsa del denaro contante.
Il ragionamento è sempre lo stesso: che il contante viene usato solo da criminali, terroristi ed evasori fiscali.
In questo editoriale Summers fa riferimento ad una ricerca di Harvard intitolata “Rendere il lavoro più difficile ai cattivi: caso di studio sull’eliminazione delle banconote di taglio alto”.
Il titolo riassume bene il pensiero comune. All’interno si suggerisce l’eliminazione dei tagli 500e e 100$.
Gli autori sostengono che “senza la possibilità di utilizzare quelle banconote, le persone coinvolte in attività illegali – “i cattivi” del titolo – affronterebbero costi maggiori e maggiori rischi di detenzione. L’eliminazione del contante distruggerebbe il loro “modello di business”.
Personalmente lo trovo comico.
Riesco solo ad immaginarmi un mucchio di burocrati e politicanti chiusi in una stanza che fingono di sapere qualcosa di attività illegali.
Non ha senso. Da quando esiste la civiltà è esistito il crimine. Il crimine esiste da prima del denaro contante

mercoledì 7 ottobre 2015

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mercoledì 12 agosto 2015

SCIOPERO NAZIONALE DEI COMMERCIANTI SABATO 15 AGOSTO CONTRO L'ECCESSO DI APERTURE DOMENICALI E FESTIVE. Alla mobilitazione nazionale, proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil, hanno aderito tutte le sigle sindacali della provincia di Padova. In provincia di Campobasso i sindacati che fanno?

La mobilitazione nazionale è stata proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil. L'iniziativa è stata organizzata per sabato 15 agosto, per protestare contro "l'eccesso di aperture domenicali e festive"
Una giornata di sciopero del settore commercio è stata indetta per il prossimo 15 agosto. L'iniziativa avrà luogo non a caso nella giornata di Ferragosto, per protestare contro l'apertura dei negozi nei giorni festivi. Alla mobilitazione nazionale, proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil, hanno aderito tutte le sigle sindacali della provincia di Padova contro il lavoro festivo.
"La liberalizzazione prevista nel decreto Monti, che ha sancito le aperture festive - scrivono i sindacati - non ha portato ai risultati positivi sperati, creando dumping tra piccola e grande distribuzione, svuotando i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo. Pertanto è necessario fare un passo indietro e tornare alla situazione precedente, la politica deve intervenire per promuovere una legge che regoli in maniera diversa l'eccesso di aperture domenicali e festive, restituendo dignità ed equilibrio a migliaia di donne, uomini, madri, padri, figli e valore alla famiglia".

da: "PadovaOggi"

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