domenica 14 maggio 2017

IN ANTEPRIMA ASSOLUTA IN MOLISE IL FILM "PIIGS-THE MOVE" PRESSO LA SALA ALPHAVILLE di Campobasso Via Muricchio 1.


In anteprima assoluta in Molise presso la sala Alphaville di Campobasso (ex-Onmi, via Muricchio). la proiezione del film rivelazione dell'anno 
PIIGS-The Movie 
Si tratta di un film indipendente, completamente autoprodotto attraverso il crowdfunding, che pone questioni rilevanti su un problema che tutti noi stiamo vivendo quotidianamente: la crisi Italiana e dei paesi dell’Europa. Alcune delle domande che troveranno risposta nel film sono:

È vero che nell’Eurozona non c’è alternativa all’austerity, al Fiscal Compact, al pareggio di bilancio, ai tagli alla spesa sociale? Il debito pubblico è un problema? Come è stata stabilita la regola del 3%? 

PROGRAMMAZIONE 
presso Sala Alphaville (ex-Onmi, via Muricchio 1, CB):
GIORNI: 
Sabato 20, Domenica 21, Lunedì 22 Maggio 2017
ORARI SPETTACOLI: 17,30 - 19,30 - 21,30 
Prezzo unico del biglietto 5 Euro

I posti non sono assegnati e sono limitati per cui si consiglia di arrivare per tempo, considerata l'affluenza prevista. 

Per coloro che volessero approfondire la tematica, ecco una delle recenzioni presenti in rete. La pagina Facebook del film la troverete qui.

La conoscenza è potere. Informiamoci, anche attraverso questo coraggioso film che parte dal basso e può continuare a diffondersi solo attraverso il contributo di tutti noi. 


venerdì 10 febbraio 2017

NEL NUOVO REGIME DI CASSA URGE DA SUBITO MODIFICARE LA NORMA. Molte Pmi per la totale detrazione delle rimanenze chiuderanno il primo anno nel nuovo regime, con una consistente perdita "fittizia" non riportabile negli esercizi successivi. Per una norma del tutto iniqua, d'un colpo, un legittimo costo verrà cancellato per sempre determinando super redditi non rispondenti alla reale situazione aziendale.

 La legge di bilancio riforma completamente la disciplina fiscale e contabile delle imprese minori, vale a dire le imprese in contabilità semplificata che non abbiano optato per la tenuta della contabilità ordinaria. Vediamo, attraverso una serie di esempi pratici, quali possono essere le conseguenze per l’impresa di piccole dimensioni.
La novità prevede l’abbandono del principio di competenza per la determinazione del reddito in favore dell’adozione del principio di cassa così come previsto per gli esercenti arti e professioni. Il nuovo regime si caratterizza per il fatto che le componenti economiche rilevanti concorrono alla formazione del reddito nel momento della loro manifestazione numeraria, vale a dire all’atto del loro incasso (se positivi) o pagamento (se negativi). La riforma in commento non ha previsto la riformulazione del regime delle perdite fiscali, che restano utilizzabili in riduzione del reddito complessivo, nel limite del loro ammontare, senza la possibilità di riportare l’eccedenza ai periodi d’imposta successivi (art. 56 comma 2 del TUIR).
La riforma in commento prevede che il reddito d’impresa del periodo d’imposta in cui si applicano le disposizioni relative alle imprese minori in regime di contabilità semplificata è ridotto delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il criterio di competenza. Il passaggio dal criterio di competenza a quello di cassa prevede quindi la rilevanza, quale componente negativo, dell’importo delle rimanenze finali dell’anno precedente.
Si prenda in considerazione un’impresa commerciale che al 31/12/2016 (per comodità espositiva abbiamo assunto le rimanenze iniziali di pari importo a quelle finali) si trovi nella seguente situazione:
1
Al 31/12/2017 le rimanenze rilevano ai fini della determinazione del reddito e

martedì 20 dicembre 2016

LA CORTE COSTITUZIONALE TIRA UNO SCHIAFFONE AL PAREGGIO DI BILANCIO

Il collega e amico Avv. Marco Mori, sempre molto vigile sull'operato della Consulta (è stato il primo ad avvertire il pericolo per l'elezione in Corte di uno come Barbera), mi ha prontamente avvisato del deposito, nella giornata di ieri, della Sentenza della Corte Costituzionale n. 275/2016.
Oggetto della pronuncia è il rapporto tra equilibrio di bilancio (art. 81 Cost.) e le garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili.
Questo è quanto sancisce la Corte nella Sentenza: "Non può nemmeno essere condiviso l'argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l'art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria.
A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell'art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio di bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia confinatrice.
È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione".
In pratica, per dirla con parole semplici, la Corte sancisce che non sono i diritti (in questo caso definiti "incomprimibili") a doversi adeguare alla regola dell'equilibrio di bilancio, bensì è quest'ultimo che deve conformarsi alla doverosa erogazione di tali diritti.
In parole povere, sono anzitutto i diritti a dover essere garantiti (soprattutto se "incomprimibili"), a prescindere dall'equilibrio di bilancio, che alla doverosa erogazione di tali diritti deve conformarsi.
Un primo bello schiaffone alla folle costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio! Non è sufficiente per debellare il crimine di aver inserito il pareggio di bilancio in Costituzione, ma è un primo passo molto importante!
Mi auguro che la Consulta giunga, il prima possibile, a dichiarare anche l'incostituzionalità della legge costituzionale n. 1/2012 (che introdusse in Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio) per palese violazione dei principi inderogabili della Costituzione primigenia.
Ma dovrebbe essere la politica, quindi il Parlamento (senza aspettare la Corte), a dover provvedere al più presto ad una revisione costituzionale che abroghi il vincolo del pareggio di bilancio inserito in Costituzione nel 2012.
Per questo sto scrivendo, come "suggeritore" della politica, un mio progetto di revisione costituzionale che prevede l'abrogazione del pareggio di bilancio e la costituzionalizzazione dei contro-limiti, oltre ad altre interessanti disposizioni che tutelano concretamente l'interesse nazionale contro il mostro anti-democratico della produzione normativa europea.
Appena sarà pronto ne darò notizia su "Economia Democratica".

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