Noi di CommercioAttivo, attraverso la sempre più decisa richiesta di revisione della legge, portiamo avanti imperterriti la petizione popolare in atto di raccolta firme, convinti che il piccolo commercio e l'artigianato non possano e non debbano essere schiacciati da posizioni dominanti.Ma la giunta regionale del Molise mostra i muscoli, per far capire ai piccoli commercianti e ai lavoratori chi comanda, in nome di un paventato sviluppo turistico che pare passi solo attraverso il commercio e non sulla capacità di spesa dei molisani né su un reale piano di sviluppo turistico e produttivo.
Ecco che sbuca fuori quel famigerato articolo 5 comma 6 della legge 20/2010 che assegna ai Sindaci la facoltà di richiedere ulteriori deroghe oltre quelle già stabilite e già esagerate.
Dunque con propria delibera, nella giornata del 7 marzo u.s. La giunta Regionale svincola Termoli, Isernia e Montenero di Bisaccia da ogni obbligo di chiusura domenicale con i soli pareri negativi di Marinelli (assessore competente) e Muccilli, e con il parere negativo di Di Sandro per la sola città di Isernia.
E pensare che la Legge è stata modificata per organizzare un piano unico regionale!
O la cosa servirà a far giustificare le 35 aperture come la salvezza dopo il pericolo totale?
A questo punto il dissenso è generale ed il momento economico assai delicato. Ignorarci sarebbe diabolico.





