Sarebbe un errore metterla nei termini di chi ha vinto o chi ha perso. Fini e Berlusconi, il Quirinale, i giornalisti: roba da tifosi. La modifica presentata ieri dal governo al disegno di legge sulle intercettazioni è innanzitutto una vittoria del buon senso. E del diritto – sia detto con serenità – dei cittadini ad avere un'informazione completa, ma non intossicata da sensazionalismi e dalla pubblicazione di dettagli privati più o meno morbosi.
I risvolti politici, ovviamente, non mancano. Con un presidente del Consiglio che ha dovuto subire una soluzione tutt'altro che gradita e che non ha nascosto il suo senso di frustrazione davanti a dinamiche che sente




