lunedì 14 aprile 2025
venerdì 10 febbraio 2017
NEL NUOVO REGIME DI CASSA URGE DA SUBITO MODIFICARE LA NORMA. Molte Pmi per la totale detrazione delle rimanenze chiuderanno il primo anno nel nuovo regime, con una consistente perdita "fittizia" non riportabile negli esercizi successivi. Per una norma del tutto iniqua, d'un colpo, un legittimo costo verrà cancellato per sempre determinando super redditi non rispondenti alla reale situazione aziendale.
La legge di bilancio riforma completamente la disciplina fiscale e
contabile delle imprese minori, vale a dire le imprese in
contabilità semplificata che non abbiano optato per la tenuta
della contabilità ordinaria. Vediamo, attraverso una serie di esempi
pratici, quali possono essere le conseguenze per l’impresa di
piccole dimensioni.
La novità prevede l’abbandono del principio di competenza per
la determinazione del reddito in favore dell’adozione del principio
di cassa così come previsto per gli esercenti arti e
professioni. Il nuovo regime si caratterizza per il fatto che le
componenti economiche rilevanti concorrono alla formazione del
reddito nel momento della loro manifestazione numeraria, vale a dire
all’atto del loro incasso (se positivi) o pagamento (se negativi).
La riforma in commento non ha previsto la riformulazione del regime
delle perdite fiscali, che restano utilizzabili in riduzione del
reddito complessivo, nel limite del loro ammontare, senza la
possibilità di riportare l’eccedenza ai periodi d’imposta
successivi (art. 56 comma 2 del TUIR).
La riforma in commento prevede che il reddito d’impresa del
periodo d’imposta in cui si applicano le disposizioni relative alle
imprese minori in regime di contabilità semplificata è ridotto
delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito
dell’esercizio precedente secondo il criterio di competenza. Il
passaggio dal criterio di competenza a quello di cassa prevede quindi
la rilevanza, quale componente negativo, dell’importo delle
rimanenze finali dell’anno precedente.
Si prenda in considerazione un’impresa commerciale che al
31/12/2016 (per comodità espositiva abbiamo assunto le rimanenze
iniziali di pari importo a quelle finali) si trovi nella seguente
situazione:
Al 31/12/2017 le rimanenze rilevano ai fini della determinazione del
reddito e
giovedì 5 gennaio 2017
martedì 20 dicembre 2016
LA CORTE COSTITUZIONALE TIRA UNO SCHIAFFONE AL PAREGGIO DI BILANCIO
Il collega e amico Avv. Marco Mori, sempre molto vigile sull'operato della Consulta (è stato il primo ad avvertire il pericolo per l'elezione in Corte di uno come Barbera), mi ha prontamente avvisato del deposito, nella giornata di ieri, della Sentenza della Corte Costituzionale n. 275/2016.
Oggetto della pronuncia è il rapporto tra equilibrio di bilancio (art. 81 Cost.) e le garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili.
Questo è quanto sancisce la Corte nella Sentenza: "Non può nemmeno essere condiviso l'argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l'art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria.
A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell'art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio di bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia confinatrice.
È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione".
A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell'art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio di bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia confinatrice.
È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione".
In pratica, per dirla con parole semplici, la Corte sancisce che non sono i diritti (in questo caso definiti "incomprimibili") a doversi adeguare alla regola dell'equilibrio di bilancio, bensì è quest'ultimo che deve conformarsi alla doverosa erogazione di tali diritti.
In parole povere, sono anzitutto i diritti a dover essere garantiti (soprattutto se "incomprimibili"), a prescindere dall'equilibrio di bilancio, che alla doverosa erogazione di tali diritti deve conformarsi.
In parole povere, sono anzitutto i diritti a dover essere garantiti (soprattutto se "incomprimibili"), a prescindere dall'equilibrio di bilancio, che alla doverosa erogazione di tali diritti deve conformarsi.
Un primo bello schiaffone alla folle costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio! Non è sufficiente per debellare il crimine di aver inserito il pareggio di bilancio in Costituzione, ma è un primo passo molto importante!
Mi auguro che la Consulta giunga, il prima possibile, a dichiarare anche l'incostituzionalità della legge costituzionale n. 1/2012 (che introdusse in Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio) per palese violazione dei principi inderogabili della Costituzione primigenia.
Ma dovrebbe essere la politica, quindi il Parlamento (senza aspettare la Corte), a dover provvedere al più presto ad una revisione costituzionale che abroghi il vincolo del pareggio di bilancio inserito in Costituzione nel 2012.
Per questo sto scrivendo, come "suggeritore" della politica, un mio progetto di revisione costituzionale che prevede l'abrogazione del pareggio di bilancio e la costituzionalizzazione dei contro-limiti, oltre ad altre interessanti disposizioni che tutelano concretamente l'interesse nazionale contro il mostro anti-democratico della produzione normativa europea.
Appena sarà pronto ne darò notizia su "Economia Democratica".
sabato 5 marzo 2016
sabato 20 febbraio 2016
AREA DI CRISI COMPLESSA, AVVIATO AL MISE LAVORO PER LA PERIMETRAZIONE.

- "Entro la fine del prossimo marzo saremo nelle condizioni di avviare gli strumenti a nostra disposizione per iniziare a raccogliere le manifestazioni di interesse relative alle opportunità che il riconoscimento dell'area di crisi ci offre per il rilancio produttivo"
Campobasso, 9 febbraio 2016 - Area dicrisi complessa, riunione oggi al Ministero dello sviluppo economico. All'incontrohanno preso parte il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura,l'assessore alle attività produttive, Carlo Veneziale, il direttore d'area dellaRegione, Massimo Pillarella, e il dirigente regionale Gaspare Tocci.
"Siamoentrati nel vivo dei dettagli per l'individuazione dei parametri utili adefinire la perimetrazione dell'area di crisi", così il presidente Frattura el'assessore Veneziale al termine della riunione.
"Abbiamoavviato l'importante lavoro - spiegano -, partendo da due documenti certi: ladelibera di giunta regionale con la quale abbiamo chiesto al Governo ilriconoscimento dell'area di crisi per il distretto industriale allargato che vada Campochiaro a Venafro in relazione alle criticità registrate nei compartiproduttivi dell'agroalimentare, del tessile e dell'automotive e il successivodecreto del ministro Guidi che ha accordato il riconoscimento".
Incalendario le nuove tappe per la definizione dei confini territoriali: lacondivisione il prossimo 17 febbraio al tavolo del partenariato locale dellavoro avviato questa sera a Roma e l'aggiornamento al Mise fissato per il 25febbraio.
"Tempirapidi - concludono il presidente Frattura e l'assessore Veneziale -. Entro lafine del prossimo marzo saremo nelle condizioni di avviare gli strumenti a nostradisposizione per iniziare a raccogliere le manifestazioni di interesse relativealle opportunità che il riconoscimento dell'area di crisi ci offre per ilrilancio produttivo, economico e occupazionale del nostro Molise".
- "Entro la fine del prossimo marzo saremo nelle condizioni di avviare gli strumenti a nostra disposizione per iniziare a raccogliere le manifestazioni di interesse relative alle opportunità che il riconoscimento dell'area di crisi ci offre per il rilancio produttivo"
Campobasso, 9 febbraio 2016 - Area dicrisi complessa, riunione oggi al Ministero dello sviluppo economico. All'incontrohanno preso parte il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura,l'assessore alle attività produttive, Carlo Veneziale, il direttore d'area dellaRegione, Massimo Pillarella, e il dirigente regionale Gaspare Tocci.
"Siamoentrati nel vivo dei dettagli per l'individuazione dei parametri utili adefinire la perimetrazione dell'area di crisi", così il presidente Frattura el'assessore Veneziale al termine della riunione.
"Abbiamoavviato l'importante lavoro - spiegano -, partendo da due documenti certi: ladelibera di giunta regionale con la quale abbiamo chiesto al Governo ilriconoscimento dell'area di crisi per il distretto industriale allargato che vada Campochiaro a Venafro in relazione alle criticità registrate nei compartiproduttivi dell'agroalimentare, del tessile e dell'automotive e il successivodecreto del ministro Guidi che ha accordato il riconoscimento".
Incalendario le nuove tappe per la definizione dei confini territoriali: lacondivisione il prossimo 17 febbraio al tavolo del partenariato locale dellavoro avviato questa sera a Roma e l'aggiornamento al Mise fissato per il 25febbraio.
"Tempirapidi - concludono il presidente Frattura e l'assessore Veneziale -. Entro lafine del prossimo marzo saremo nelle condizioni di avviare gli strumenti a nostradisposizione per iniziare a raccogliere le manifestazioni di interesse relativealle opportunità che il riconoscimento dell'area di crisi ci offre per ilrilancio produttivo, economico e occupazionale del nostro Molise".
"Siamoentrati nel vivo dei dettagli per l'individuazione dei parametri utili adefinire la perimetrazione dell'area di crisi", così il presidente Frattura el'assessore Veneziale al termine della riunione.
"Abbiamoavviato l'importante lavoro - spiegano -, partendo da due documenti certi: ladelibera di giunta regionale con la quale abbiamo chiesto al Governo ilriconoscimento dell'area di crisi per il distretto industriale allargato che vada Campochiaro a Venafro in relazione alle criticità registrate nei compartiproduttivi dell'agroalimentare, del tessile e dell'automotive e il successivodecreto del ministro Guidi che ha accordato il riconoscimento".
Incalendario le nuove tappe per la definizione dei confini territoriali: lacondivisione il prossimo 17 febbraio al tavolo del partenariato locale dellavoro avviato questa sera a Roma e l'aggiornamento al Mise fissato per il 25febbraio.
"Tempirapidi - concludono il presidente Frattura e l'assessore Veneziale -. Entro lafine del prossimo marzo saremo nelle condizioni di avviare gli strumenti a nostradisposizione per iniziare a raccogliere le manifestazioni di interesse relativealle opportunità che il riconoscimento dell'area di crisi ci offre per ilrilancio produttivo, economico e occupazionale del nostro Molise".
CONTINUA LA CORSA PER L'ELIMINAZIONE DEL CONTANTE A PARTIRE DAI TAGLI DA 500€ E 100$ .
DI TYLER DURDEN (postato da Simon Black via sovereginman.com)
zerohedge.com
La situazione si sta facendo molto preoccupante. Il momento di “far fuori il contante” ed in particolare i tagli da 500€ e 100$ si sta avvicinando.
Lunedì il Presidente della BCE ha affermato che sta seriamente pensando di mettere fuori corso la banconota da 500€.
Ieri l’ex Segretario del Tesoro Larry Summers ha pubblicato un editoriale sul Washington Post dicendo di sbarazzarsi della banconota da 100$.
Eminenti economisti e banche si sono uniti al coro negli ultimi mesi, acclamando la scomparsa del denaro contante.
Il ragionamento è sempre lo stesso: che il contante viene usato solo da criminali, terroristi ed evasori fiscali.
In questo editoriale Summers fa riferimento ad una ricerca di Harvard intitolata “Rendere il lavoro più difficile ai cattivi: caso di studio sull’eliminazione delle banconote di taglio alto”.
Il titolo riassume bene il pensiero comune. All’interno si suggerisce l’eliminazione dei tagli 500e e 100$.
Gli autori sostengono che “senza la possibilità di utilizzare quelle banconote, le persone coinvolte in attività illegali – “i cattivi” del titolo – affronterebbero costi maggiori e maggiori rischi di detenzione. L’eliminazione del contante distruggerebbe il loro “modello di business”.
Personalmente lo trovo comico.
Riesco solo ad immaginarmi un mucchio di burocrati e politicanti chiusi in una stanza che fingono di sapere qualcosa di attività illegali.
Non ha senso. Da quando esiste la civiltà è esistito il crimine. Il crimine esiste da prima del denaro contante
mercoledì 14 ottobre 2015
martedì 13 ottobre 2015
mercoledì 7 ottobre 2015
CONVENZIONE POS BANCA SELLA
STANCHI DI PAGARE COSTI DI TENUTA
POS E COMMISSIONI ALTE ?
POS E COMMISSIONI ALTE ?
Per tutti gli ASSOCIATI
di
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COMMERCIOATTIVO
ECCEZIONALE CONVENZIONE STIPULATA
dalla nostra associazione per
L'INSTALLAZIONE
presso le proprie attività
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POS BANCA SELLA
A CONDIZIONI
VANTAGGIOSISSIME MAI VISTE
PER INFORMAZIONI TUTTI GLI ASSOCIATI INTERESSATI
POSSONO CONTATTARCI TRAMITE
EMAIL
TELEFONO
mercoledì 12 agosto 2015
SCIOPERO NAZIONALE DEI COMMERCIANTI SABATO 15 AGOSTO CONTRO L'ECCESSO DI APERTURE DOMENICALI E FESTIVE. Alla mobilitazione nazionale, proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil, hanno aderito tutte le sigle sindacali della provincia di Padova. In provincia di Campobasso i sindacati che fanno?
La mobilitazione nazionale è stata proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil. L'iniziativa è stata organizzata per sabato 15 agosto, per protestare contro "l'eccesso di aperture domenicali e festive"
Una giornata di sciopero del settore commercio è stata indetta per il prossimo 15 agosto. L'iniziativa avrà luogo non a caso nella giornata di Ferragosto, per protestare contro l'apertura dei negozi nei giorni festivi. Alla mobilitazione nazionale, proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil, hanno aderito tutte le sigle sindacali della provincia di Padova contro il lavoro festivo.
Una giornata di sciopero del settore commercio è stata indetta per il prossimo 15 agosto. L'iniziativa avrà luogo non a caso nella giornata di Ferragosto, per protestare contro l'apertura dei negozi nei giorni festivi. Alla mobilitazione nazionale, proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil, hanno aderito tutte le sigle sindacali della provincia di Padova contro il lavoro festivo.
"La liberalizzazione prevista nel decreto Monti, che ha sancito le aperture festive - scrivono i sindacati - non ha portato ai risultati positivi sperati, creando dumping tra piccola e grande distribuzione, svuotando i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo. Pertanto è necessario fare un passo indietro e tornare alla situazione precedente, la politica deve intervenire per promuovere una legge che regoli in maniera diversa l'eccesso di aperture domenicali e festive, restituendo dignità ed equilibrio a migliaia di donne, uomini, madri, padri, figli e valore alla famiglia".
da: "PadovaOggi"
da: "PadovaOggi"
sabato 1 agosto 2015
TOTALMENTE DISTRUTTA DALL'EURO E DALLA UE, L'ITALIA TRA DIECI ANNI NON ESISTERA' PIU'. E' QUANTO ASSERISCE IL PROF. ROBERTO ORSI DELLA LONDON SCHOOL OF ECONOMICS.
“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso
perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione
prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di
desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica,
di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione
culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un
serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo,
con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto
deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%.
E peggiorerà”.
Così Roberto Orsi, professore italiano emigrato a Londra per lavorare presso
la London School of Economics, prevede il prossimo futuro del Belpaese.
Il termometro più indicativo della crisi italiana, secondo Orsi, è lo smantellamento
del sistema manufatturiero, vera peculiarità del made in Italy a tutti i livelli:
“Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in
Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse.
giovedì 23 luglio 2015
venerdì 10 luglio 2015
TTP E TTIP: “LA SENTENZA PRIMA, IL VERDETTO DOPO”: OVVERO UN COLPO DI STATO DELLE MULTINAZIONALI
“LA SENTENZA PRIMA, IL VERDETTO DOPO”: IL MONDO DEGLI ACCORDI COMMERCIALI SEGRETI E’ COME QUELLO DI “ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE”
Ellen Brown propone una sintetica ed appassionata panoramica sui Trattati Commerciali che sono in fase di trattativa. Il TPP, il TiSA e il TTIP rischiano di compromettere il futuro di gran parte del mondo, ma non dei paesi BRICS, consegnando gran parte della popolazione mondiale alle multinazionali. Avverte dei pericoli del fast-track, per ora respinto, ma solo per ora, e chiarisce alcuni aspetti dei Trattati, ridicolizzando in particolare i “Tribunali di Arbitraggio” privati, paragonati a quello di “Alice nel Paese delle Merviglie” – prima la sentenza (ovvero la pena), poi il verdetto (a quel punto di sola colpevolezza). I membri del Congresso accusati di “cospirazione RICO”? (Ndt)
Tratto da "Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie" di Lewis Carrol:
Che i giurati emettano il loro verdetto — disse il Re, forse per la ventesima volta in quel giorno.
— No, disse la Regina — Prima la sentenza, poi il verdetto.
— È una stupidaggine — esclamò Alice — Che idea aver prima la sentenza!
— Taci! — gridò la Regina, diventando rossa in viso.
— No, non tacerò! — rispose Alice.
— Tagliatele la testa! Urlò la Regina con tutta la voce che aveva.
Questa settimana è stato chiesto al Senato il fast-track per il “Trans-Pacific Partnership” [TPP], per il “Trade in Services Agreement” [TiSA] e per gli eventuali ulteriori accordi che dovessero discenderne nei successivi sei anni [la richiesta è stata comunque rigettata].
I termini del TPP e del TiSA sarebbero a tal punto segreti, che le bozze dei negoziati resterebbero segrete rispettivamente per quattro e cinque anni, a partire dalla data in cui le trattative dovessero essere trasformate in Legge [http://www.newrepublic.com/article/121967/whats-really-going-trade-services-agreement].
Come può una Legge essere imposta a persone e a Governi che non sono autorizzati a conoscere ciò che è stato negoziato?
Il TPP, il TiSA e il TTIP [Transatlantic Trade and Investment Partnership, che copre l’Europa], messi insieme,
venerdì 24 aprile 2015
DOMENICHE LIBERE DAL LAVORO E SANITA', IL MONITO DI BREGANTINI E DEI PARROCI DELLA CITTA' IN OCCASIONE DELLA FESTIVITA' DI SAN GIORGIO.
Il messaggio in occasione di San Giorgio
in Campobasso — di Giancarlo Carlone PRIMO PIANO MOLISE— 22 aprile 2015
Carissimi fratelli e sorelle,
la festa di san Giorgio, patrono della nostra Città di Campobasso, è sempre un’occasione preziosa di riflessione e di gioia condivisa. Ma quest’anno assume un volto più bello. Per tanti fattori, iniziando dalla visita di papa Francesco in città. La sua presenza e la sua parola ci hanno tanto stimolato!
Inoltre, l’organizzazione della festa è stata più unitaria. Si lega poi alla Visita pastorale che il Vescovo sta facendo alle parrocchie e negli ambienti di vita (scuole, ospedali, aziende …) e si innesta in gradite manifestazioni culturali, promosse dal Comune, che hanno messo in rete anche altri comuni molisani, che festeggiano san Giorgio come loro Patrono.
Questa festa si collega allora pienamente ai grandi momenti di celebrazione che vive il nostro popolo, sigillo di identità e energia per un cammino di speranza: il Corpus Domini, la processione del Venerdì santo, la devozione mariana alla Madonna dei Monti e la festa patronale di san Giorgio. Questi quattro appuntamenti rendono ben vissuto il nostro percorso di fede.
Con messaggi spirituali e civili sempre più preziosi.
L’immagine del santo guerriero che infilza il drago diventa allora un’occasione per risentire nel cuore le grandi parole di san Paolo, che scrivendo alla comunità di Efeso (6,10-20),”esorta a rivestirsi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo“.
Ci chiede infatti di aver sempre come cintura la verità, cioè la coerenza, la chiarezza e la trasparenza, mettendo la giustizia come corazza, perché la nostra Città sia retta da scelte di equità, per la costruzione del Bene Comune.
Non deve poi mancare lo zelo per annunciare nelle famiglie la Parola di Dio, per pregare di più nelle case, portando il Vangelo nelle realtà quotidiane della vita, in un cammino di santità.
Lo scudo della fede ci permetterà così di resistere alle frecce infuocate del diavolo. Cioè di avere quella fierezza di popolo, che resiste al fuoco di questa tremenda crisi.
L’elmo della salvezza e la spada della Parola completano la nostra armatura, con la fiducia e la passione per l’ascolto della Bibbia, da incarnare poi nel nostro quotidiano. In costante preghiera e saggia vigilanza.
E’ veramente un’armatura ben articolata: verità, giustizia, zelo, fede, parola, fierezza, preghiera. Sette strumenti indispensabili, oggi.
Il Santo Padre, papa Francesco, il 5 luglio scorso, nelle quattro soste che ha vissuto con noi: all’Università del Molise; allo Stadio Ex – Romagnoli , dove ha celebrato l’Eucarestia;nella Cattedrale, con la visita ai malati; alla Mensa, nella Casa degli Angeli ci ha lasciato concrete indicazioni, per vivere bene questa festa.
Come Vescovo e come sacerdoti della Città, in ascolto della Parola di san Paolo e riascoltando le indicazioni di papa Francesco, vi proponiamo queste concrete scelte da compiere, per rendere sempre più bella ed accogliente la nostra città!
1) Creiamo una maggior unità e una più intensa collaborazione tra le varie istituzioni, religiose, culturali, sociali e politiche. Coordinarsi meglio sarà fonte di forza e di speranza!
2) Regolamentare le aperture festive dei nostri negozi, con un ordinato scorrere delle aperture domenicali. A turno! Si potrà dare maggior slancio alle nostre famiglie, aiutare i genitori a fermarsi un po’ con i lori figli, perdendo tempo con loro, nell’ascolto e nella gioia di casa, anche nel gioco.
Ma è soprattutto importante la centralità della Domenica, come il “Dies Domini”, lasciando spazio libero e gioioso per la celebrazione dell’Eucaristia, forma eminente di appartenenza cristiana.
Sarà anche un modo per valorizzare di domenica il nostro bel centro storico, le nostre opere d’arte, nelle varie chiese e musei, così ricchi, per dare all’ambiente, ancora sano del Molise con una natura verdeggiante, quel respiro a pieni polmoni che rigenera e restituisce dignità. Nella quiete e nel silenzio potremo godere il giusto momento della meditazione.
3) Valorizzando il centro storico e meglio regolamentando i grandi centri commerciali, saremo capaci di contrastare l’ondata di chiusure dei piccoli negozi, in città.
Che squallore, in certe vie, notare i tanti negozi costretti a chiudere. Va continuata la battaglia anche in Comune e in Regione, per modificare la iniqua legge delle inutili aperture domenicali!
4) Diamo la giusta attenzione alla Mensa, benedetta da papa Francesco, con cuore grande. Sta avvenendo in quel luogo un vero miracolo di carità solidale, da parte di volontari, famiglie e aziende. Segno di quella generosità che ha sempre contraddistintola nostra brava gente del Molise e che ha sorpreso lo stesso Papa.
Perciò diamo sempre impulso a tutto il volontariato, ad ogni livello, per non rischiare chela solidarietà, in questo tempo di crisi, possa conoscere rallentamenti. Più metteremo impegno in tal senso, più troveremo la forza di andare avanti, ed è – questa – la vera medicina, contro ogni paura e indifferenza!
5) La realtà sanitaria chiede a tutti noi di compiere scelte unitarie e solidali. Intrecciando i vari luoghi di cura. Unire, coordinare, stimare le nostre realtà sanitarie presenti in città. Non andare fuori regione, ma restar qui, qui rimanere, qui pretendere di essere curati con qualità.
Questa è la forza contro il drago della rassegnazione e della fuga. Troveremo allora, attraverso le nostre scelte pastorali, la maniera giusta di stare accanto al malato. Nelle nostre case e nei nostri ospedali cresca l’impegno per offrire, insieme ai ministri straordinari della comunione, il necessario nutrimento etico e spirituale, con sacerdoti in ascolto, operatori in servizio e sanitari attenti.
6) Regolamentare gli orari per le aperture notturne dei luoghi di svago! La stessa libertà notturna del chiasso va seriamente ben definita. Il nostro viene prima del mio. Con genitori responsabili, offriamo così ai nostri giovani stimoli a cogliere la propria libertà in continuità con quella dell’altro, nel rispetto di chi ha bisogno di riposare per svolgere il giorno dopo il proprio lavoro,
Ma è altresì importante aiutare i nostri ragazzi a trovare maggiori spazi nello sport e nella cultura, nel tempo libero e nello studio, con biblioteche e musei, con le scuole curate e sicure.
Nondimeno spronare le nuove generazioni ad incontrare nella loro vita Cristo, l’Amico che possa dare loro un sicuro approdo di speranza, con testimonianze concrete e visibili. Tutto questo, è una forte sollecitazione alle nostre parrocchie e alla stessa pastorale giovanile cittadina.
7) Il prossimo Giubileo sulla misericordia ci chiede di guardare, infine, alle nostre carceri, così centrali nella struttura cittadina, con occhi di misericordia. In carcere operano due fattive cooperative, che costruiscono le arnie per le api, lavorando il miele e la cera. Pensiamo sia bello manifestare la nostra solidale vicinanza di misericordia, anche comprando i loro prodotti!
Per concludere, ci piace ricordare le parole di chiarezza che papa Francesco ci ha rivolto con la sua Omelia durante la Messa, guardando a Maria, Madonna della Libera, da noi venerata anche in città con grande affetto, in una chiesa che speriamo di vedere presto riaperta: “Costruiamo quella libertà che ci metta a servizio gli uni degli altri, senza gelosie, senza partiti, senza chiacchiere; liberi da ambizioni e rivalità, dalla sfiducia e dalla tristezza (pericolosa, perché ci butta giù), liberi dal vuoto interiore, all’isolamento, da rimpianti e lamentele“.
Ci aiuti Maria, per essere realmente “una chiesa materna, accogliente e premurosa verso tutti”, specie oggi, vero i tanti immigrati che bussano alle nostre porte, con tanta drammaticità, certi della protezione di san Giorgio, per vincere sempre il male con il bene. (Rom 12,21).
+ p. Giancarlo M. Bregantini – arcivescovo,
don Luigi Di Nardo – parroco SS. Giorgio e Leonardo,
i Parroci della città di Campobasso
martedì 21 aprile 2015
LA FELICITA' di Giulia D'Ambrosio Presidente di CommercioAttivo.
E' uno degli l'ultimi articoli scritti, in un momento particolare della propria esistenza ed a pochi giorni dalla sua prematura dipartita, per il mensile "La Fonte" di aprile. Forse è il testo più intenso perché in poche righe, viene espresso con semplicità il vero senso della vita. Senso che oggi più che mai l'essere umano stà perdendo di vista. Vogliamo ricordarla così e ringraziarla per il grande impegno sociale che ha dato alla nostra Associazione.
Giulia D'ambrosio
Giulia D'ambrosio
Chissà perché papa Francesco ha voluto ancora stupirci annunciando che il suo tempo su questa terra sarà breve. Forse perché il tempo del Messia è breve e deve annunciare cose ancora più forti a questo mondo perso nel nulla? O perché davvero come dice Massimo Gramellini su La Stampa, ha talmente vissuto, che davvero il tempo della morte non gli fa assolutamente paura. Forse entrambe le cose.
Eppure dico, che il momento della verità, dell’essenziale è giunto da tempo. Ma dov’è che ci siamo persi? L’infinito attende donne e uomini veri, non fantocci attenti a ciò che esteriormente appare. Dio vuole sorrisi di bambini nel giardino della vita, profumato di fiori e vibrante di alberi e foglie che tagliano il vento e proteggono la terra con le loro radici. Uccellini pronti a nidificare e varcare il cielo in lungo e in largo e poi laghi, fiumi, mari e montagne dove il respiro si fa grande e sulla cui cima il mondo sembra così piccolo.
Sì. Il mondo è così piccolo e la felicità sta proprio qui, tra poche care cose, tra i nostri affetti familiari, con le nostre abitudini semplici e il sorriso di chi incontri al mattino uscendo di casa e il tuo lavoro libero e dignitoso che ti consente di vivere senza grandi bisogni. Tutto il resto, quello che ogni giorno ci avvilisce è costruito sul fango, sulla corruzione, su un paradiso distrutto, su rapporti non più umani. Una inutile Gomorra, un demonio infame in cambio di denaro e lussi che non servono a nessuno se non a seminare odio e inutili guerre quotidiane. Così noi, poveri uomini semplici, veniamo calpestati nei nostri bisogni essenziali, il lavoro diventa schiavitù, il nostro cibo diventa veleno, i nostri rapporti sempre più vuoti. Mentre inutili ottantenni stirano le rughe e pagano processi per rifarsi una verginità. Ma agli occhi di chi☺
giuliadambrosio@hotmail.it
sabato 18 aprile 2015
The Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) e Trans-Pacific Partnership,(TTP) sono gli accordi segreti megaregionali per la totale globalizzazione del mondo e sono (appoggiati dalle elites tecnocratiche e da gran parte del mondo accademico) quali soluzioni neoliberiste necessarie contro la crisi globale ma assolutamente devastanti per la vita quotidiana di tutti noi.
DI THOMAS FAZI
Parallelamente all'accordo commerciale attualmente in discussione con l'Unione Europea (il TTIP), gli USA stanno negoziando un accordo analogo con 11 paesi dell'Asia e del Pacifico: l'accordo TransPacifico (Trans-Pacific Partnership, TPP). Walden Bello, uno dei critici più importanti della globalizzazione neoliberista delle multinazionali, identifica qual è la strategia globale che sostiene i due trattati. Il giornalista italiano Thomas Fazi l'ha intervistato per il sito web Open Democracy.
Thomas Fazi: Oggi gli accordi di libero commercio bilaterali e regionali (o meglio, gli accordi megaregionali, come il TTIP e il TPP) hanno di fatto sostituito i negoziati nel seno dell'OMC. Siamo entrati in una nuova fase della globalizzazione?
Walden Bello: Si. Credo che la fase trionfale della globalizzazione, che ebbe il suo zenith negli anni '90 e poi cominciò a decadere dopo le mobilitazioni di Seattle del 1999, sia definitivamente finita.
Oggi ci troviamo in una situazione nella quale la globalizzazione spinta dalle grandi imprese e dal neoliberismo ha condotto ad una grande crisi. Potremmo dire che il concetto stesso di globalizzazione spinto dalle grandi imprese è in crisi. La sua credibilità è stata gravemente danneggiata. Però, naturalmente, esistono tutt'ora interessi molto forti (appoggiati dalle elites tecnocratiche e da gran parte del mondo accademico) che continuano a promuovere soluzioni neoliberiste, come il TTIP e il TTP.
In che misura il movimento anti-globalizzazione e anti-libero commercio del finale dei '90 e primi 2000 ha contribuito a minare il paradigma della globalizzazione spinta dalle grandi imprese?
Credo che il risultato più importante del movimento fu che diede un autentico scossone al trionfalismo e alla credibilità di tutto il progetto di una globalizzazione spinta dalle grandi imprese. Seattle fu un avvenimento veramente storico, nel quale l'azione della gente nelle strade rivelò alla fine che il Re era nudo. Anche prima di Seattle, risultava già chiaro in molte statistiche che la globalizzazione stava portando ad una maggior povertà e disuguaglianza e stava creando vari tipi di inefficienze, però in un certo senso questa realtà non riusciva a farsi
PROMUOVERE LA CULTURA MOLISANA
riceviamo e volentieri pubblichiamo
di Umberto Berardo
Proviamo a lanciare un'idea pensata da
tempo, sperando che possa essere raccolta, discussa, arricchita, ma
soprattutto realizzata.
Certo, con la carenza di risorse
economiche, i tempi non sono i migliori; è vero, tuttavia, che senza
un'adeguata valorizzazione del patrimonio culturale ed un suo
costante arricchimento è difficile che una regione possa pensare ad
una seria qualità della vita.
La cultura molisana presenta una
ricchezza straordinaria in tutti i settori, dalla letteratura alla
musica, all’arte, alla scienza.
Essa affonda le radici in un passato
ricco di autori di grande fama e continua oggi con espressioni che
riscuotono largo interesse sul piano regionale; tuttavia tale
patrimonio, nonostante gli sforzi di qualche associazione o di
singoli soggetti, non è stato mai sufficientemente pubblicizzato né
all’interno del Molise e tantomeno fuori, sul piano nazionale ed
internazionale.
A parte le iniziative degli stessi
autori, enti ed associazioni danno ancora scarso impulso alla
conoscenza e diffusione delle opere.
Siamo dunque rimasti provinciali nel
senso più lato del termine, non perché, secondo noi, non
mercoledì 8 aprile 2015
Continua la protesta contro la liberalizzazione degli orari introdotta nel 2011. Il sindacato: "Sviluppo insostenibile del commercio. I piccoli commercianti non reggono i costi di gestione di 365 giorni di apertura. La differenza si può fare: alcuni supermercati saranno chiusi per scelta"
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