martedì 22 maggio 2012

Famiglia,il lavoro e la festa. Un convegno con il vescovo


Noi  abbiamo fatto queste riflessioni 4 anni fa ! Ricordate il convegno "SE VIVE IL COMMERCIO VIVE LA CITTA' ?" E  lo scorso anno " COMMERCIO E TERRITORIO" con le testimonianze di Luca Peotta  coordinatore nazionale di Imprese che Resistono(giunto dal Piemonte), Mons .Giancarlo Maria Bregantini Presidente della CEI  per Giustizia Lavoro e Pace(nonché nostro ammirato vescovo), Franco Spina  segretario FILCAMS CGIL  Molise. Pasquale Guarracino  segretario UILTUCS Molise, Stefano Zarfati di FEDERSTRADE ROMA , Silvia Carrozzi  per giovani imprenditori della città dell'Aquila( emblema di una città distrutta).
Allora Confcommercio e Confesercenti
propugnavano la liberalizzazione tout court e autorizzavano con la complicità della politica centinaia di aperture della grande distribuzione .Il Governo Monti  ha definitivamente azzerato i limiti e si lavora anche nelle feste comandate !Le famiglie dei dipendenti verranno distrutte.Gruppi economici stranieri hanno invaso l'Italia massacrando il mercato locale !Il Made in Italy e le grandi eccellenze del design e della produzione nazionale calpestati per sempre. Migliaia di piccoli negozi hanno già abbassato le serrande, le città si stanno desertificando e pochi potenti hanno in mano la ricchezza del Paese... bel risultato!Adesso i danni sono enormi .La crisi sta accelerando il passo.
La domanda è : Dove eravate prima ?Tutto è riconducibile al vile denaro ,agli interessi di lobbies e politica.
Il rispetto per i piccoli commercianti e  per le nostre  famiglie è stato azzerato,il consumatore non è stato tutelato.Tanti i posti di lavoro persi per vivere peggio. .....Eppure la Costituzione ci garantiva rispetto e tutela.

                                                                                     Giulia D'Ambrosio

PS. Un pensiero mi corre a tutte le imprese  del terremoto emiliano  che hanno perso tutto ed alle quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

domenica 20 maggio 2012

OLTRE LA DIGNITA' NEGATA

di Umberto Berardo
In un incontro tenuto a Campobasso l’11 maggio sul tema della dignità della persona nel Molise nei nostri interventi, contestuali a quelli di Giuseppe Berardi e Pierluigi Giorgio, ci siamo fermati inizialmente a delineare il concetto di dignità della persona nella sua connotazione storica, filosofica, culturale, giuridica e politica ed in fase conclusiva abbiamo comunicato alcune riflessioni orientate ad andare al di là delle pur necessarie analisi critiche sulla condizione della dignità del cittadino molisano.
La dignità personale è una condizione che certo oggettivamente è appartenente alla persona fin dalla nascita, ma richiede anche l’impegno di ognuno per conquistarne continuamente le condizioni. E questa responsabilità di cittadinanza attiva è il presupposto essenziale per l’ottenimento e la conservazione della dignità, perché niente nella vita va elemosinato e tutto, invece, va conquistato.
Sui singoli elementi della dignità negata sul piano dei diritti oggi nel Molise proviamo a riferire le linee di intervento da noi indicate in quel convegno e che ci sembrano essenziali per garantire ai Molisani condizioni di vita che non cozzino almeno con la decenza.

venerdì 18 maggio 2012

INTERVISTA AL DOCENTE DI FILOSOFIA DEL DIRITTO PAOLO BECCHI SUI TEMI DELL'EURO E DELL'EUROPA. LE RICETTE DI BECCHI? USCITA DALL'EURO E RECUPERO DELLA SOVRANITA' MONETARIA E POLITICA.


Uno spavento senza fine


 Ieri ho incontrato Paolo Becchi, docente ordinario di Filosofia del Diritto all'Università di Genova, filosofo e giornalista. Nel video, la nostra chiacchierata sui temi dell'euro, dell'Europa come costruzione elitaria. Le ricette di Becchi? Uscita dall'euro e recupero della sovranità monetaria e politica.
Perchè, dice Becchi, "meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine".

IL COLPO DI STATO SOBRIO DI MARIO MONTI

Il governo degli spettri che espropria la sovranità dei popoli

MESSORA: Paolo Becchi, docente di filosofia del diritto all'Università di Genova, autore, tra gli altri, del libro “Il principio 'dignità umana'” che verrà presentato al Festival di Filosofia del 20 giugno a Brescia. Paolo Becchi, buongiorno.

BECCHI: buongiorno a te.

MESSORA: lei il 12 di gennaio ha scritto un interessantissimo articolo su Libero dal titolo “Il colpo di Stato sobrio di Mario Monti”. Ci vuole spiegare in che senso intendeva un colpo di Stato?

BECCHI: si potrebbe aggiungere, appunto, un colpo di Stato sobrio, perché noi siamo abituati a pensare a colpi di Stato con i carri armati, con la violenza e con il terrore, invece qui è stato tutto preparato a tavolino dai banchieri di Bruxelles a cui non andava bene il governo eletto democraticamente dal popolo italiano e quindi era necessario sostituirlo da un rappresentante dei tecnici, di quei tecnici di Bruxelles e Mario Monti era la persona ideale per ricoprire questo ruolo. I partiti non hanno potuto far altro che legalizzare questo stato di cose, ma un conto è la legalità, che è stata sicuramente rispettata, un conto è la legittimità di un governo, quello attuale, che non ne ha nessuna. È per quello che si è trattato di un colpo di Stato, diciamo così, sobrio, ma in ogni caso questo governo non esprime la volontà del popolo italiano

IMPRESECHERESISTONO

Italia: Fuggire o morire?

by ICR
di
Kordula Dörfler
Traduzione di ItaliaDallEstero.info
Il paese patisce enormemente le conseguenze della crisi del debito pubblico e le misure di austerità imposte del governo. Giovani laureati emigrano in massa – e molti disperati si tolgono la vita.
Il paese dei suoi sogni è bagnato dal mare. Ha una forma allungata, migliaia e migliaia di chilometri di coste e alte montagne, il clima è piacevole, c’è buon cibo e vino buono e tesori culturali di ogni epoca della storia occidentale. Daniela M. 32 anni, trattiene a fatica le lacrime quando parla della terra dei suoi sogni. Non avrebbe mai immaginato di doverla abbandonare, forse per sempre. Ma questa è la sua ferma decisione, lasciare l’Italia, perché nel paese dei suoi sogni non esiste una cosa: un futuro per i giovani.
Non vedo altre possibilità“, dice la donna snella con gli occhiali scuri, e la sua voce riprende sicurezza. E’ tutto pronto, in estate prenderà l’aereo per andare in Australia. Dopotutto, anche lì ci sono un clima mite e il mare ad attenderla – e un lavoro.
Le ha tentate tutte dopo aver finito gli studi. Non si contano le domande di impiego che ha spedito. “Dalla maggior parte non ho nemmeno ricevuto una risposta.” Nessuno ha

Un bambino mette in crisi il Presidente del Consiglio Monti

 Scusi , scusi  Signor Mario...

martedì 15 maggio 2012

nocensura.com: ECCO PERCHE' LO SPREAD E' UNA FREGATURA spiegato i...

Lo spread, come ben sappiamo, è il celebre "differenziale" tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e i titoli tedeschi.
Se il rendimento (cioè il tasso di interesse corrisposto agli investitori che sono in possesso del titolo) dei "bund tedeschi" è del 2,00% e il rendimento dei titoli italiani è del 6,00% lo "spread" è di 400.
Perché questa differenza? Perché i titoli tedeschi hanno un rendimento del 2% mentre quelli italiani del 6%?
Il rendimento viene stabilito in base al rischio.Maggiore è il rischio di perdere il proprio investimento, maggiore è il tasso di interesse corrisposto.
Facciamo un esempio di facile comprensione. Intendiamo prestare 10.000€ a una persona, che in cambio si impegna a riconoscerci un determinato tasso di interesse. Mettiamo un annuncio su un giornale, e ci rispondono diverse persone interessate:
- Un medico, con uno stipendio sicuro di 5.000€ al mese
- Un artigiano che in media guadagna 3.000€ al mese
- Un dipendente statale, con una busta paga di 1.200€ al mese
- Un lavoratore dipendente di un'azienda a rischio cassa integrazione, con un salario di 1.000€ al mese.
Se tutti ci offrissero il medesimo tasso di interesse - per esempio, del 3% - sicuramente ci sentiremmo maggiormente tutelati prestando la somma al medico. Per questo motivo sono state istituite le "agenzie di rating" che stabiliscono il "fattore di rischio" di un investimento, e in base a quello viene stabilito il tasso di interesse.
Pertanto, chi presterà i soldi al medico, che è in grado di offrire garanzie più ampie, riceverà il 2% di interesse, mentre coloro che presteranno i propri soldi al dipendente statale riceverà il 4% e a chi sceglierà di prestare i soldi al lavoratore dipendente di un'azienda a rischio cassa integrazione, sarà corrisposto il 7% di interesse.
Il sistema - che funziona nello stesso modo sia nei confronti delle aziende che degli Stati sovrani- sarebbe giusto se non fosse che le agenzie di rating, che sono vere e proprie aziende private, non fanno il loro lavoro come dovrebbero, con imparzialità, visto che in molti caso hanno favorito (inconsapevolmente?) alcune società, attribuendo loro un rating positivo anche quando non c'erano i presupposti per farlo: è il caso della Lehman brothers, che poco prima di dichiarare bancarotta era ritenuta assolutamente affidabile (classificata A2) fattore che ha spinto numerosi investitori a investire forti somme, mentre in altri casi, alcune società hanno ricevuto un rating penalizzante, mettendole in difficoltà poiché per avere "accesso al credito" erano costrette a corrispondere tassi di interesse elevatissimi.
Ma torniamo alle nazioni. E' davvero necessario che l'Italia corrisponda interessi così alti?
La risposta, ce la danno direttamente i mercati:
ALLA RECENTE ASTA DI TITOLI ITALIANI, LA RICHIESTA E' STATA MOLTO PIU' ALTA RISPETTO ALL'OFFERTA! 
video del 27 Febbraio

lunedì 14 maggio 2012

Aziende in ginocchio: futuro nero nel lungo elenco dei cassaintegrati molisani - Primonumero.it

 FUTURO PRODUTTIVO IN MOLISE? UN VERO DISASTRO.
- Primonumero.it

I numeri della crisi
Aziende in ginocchio: futuro nero nel lungo elenco dei cassaintegrati molisani
Dalla Fiat ai Cantieri Navali, dalla Solagrital alla Comai alla Smit e a tutte le aziende molisane alle prese con una durissima emergenza occupazione. Lavori non pagati, fondi pubblici ridotti, banche indisponibili: le imprese presenti sul territorio molisano sono sempre più in affanno e chiedono l’intervento della politica regionale. Ma non bastano solo ammortizzatori sociali e bandi fumosi: serve un piano industriale. Ecco cosa pretendono le organizzazioni sindacali e datoriali. Dal ciclo di audizioni della seconda commissione emerge un quadro devastante. Il focus sul settore del metalmeccanico: 500 famiglie molisane tirano avanti grazie alla cassaintegrazione, ma la situazione generale è ancora peggiore.
di Redazione Campobasso
Se ci fosse un assessore nella sede dell’assessorato regionale al lavoro - la delega la sta tenendo in mano il governatore ancora adesso dagli inizi di questa nuova legislatura, sicché, com’è evidente, manca un referente politico con cui si sia facile dialogare delle numerose, infinite vertenze aziendali -, probabilmente starebbero lì ogni giorno a presidiare i gruppi di lavoratori che sistematicamente si posizionano a Campobasso davanti alla sede del consiglio regionale. Arrivano da ogni parte del Molise. L’emergenza lavoro non conosce confini e distanze. 

Non c’è impresa nel settore metalmeccanico anche nel ramo commerciale, in Molise, che non abbia richiesto una forma di sostegno pubblico. Tra queste 27 hanno ottenuto la concessione dell’ammortizzatore sociale Cassa integrazione in deroga o speciale, segno che le aziende soffrono ovunque. E soprattutto soffrono, ma sopravvivono, 500 famiglie. Per altre centinaia, migliaia è più giusto dire, il destino è stato più duro, lasciando a casa chi portava lo stipendio ogni fine mese.

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